Cosa posso aiutarti ad affrontare

Un metodo orientato al cambiamento, declinato su problemi specifici

Cosa posso aiutarti ad affrontare

Un metodo orientato al cambiamento, declinato su problemi specifici

Ogni persona vive il proprio disagio in modo diverso, ma spesso i problemi si mantengono attraverso modalità ricorrenti, come evitamento, controllo e tentativi di gestione che finiscono per non funzionare.
La Terapia Breve Strategica interviene su questi meccanismi, con strategie mirate adattate al funzionamento del problema e al contesto della persona.
In questa sezione sono presentati altri ambiti di intervento.

Difficoltà di coppia

Nelle difficoltà di coppia, spesso il problema non riguarda un singolo episodio, ma le modalità relazionali che si ripetono nel tempo.
Incomprensioni, conflitti e distanze possono consolidarsi fino a trasformarsi in equilibri rigidi, che alimentano la sofferenza di entrambi. Il cambiamento passa attraverso il riconoscimento di questi schemi e l’introduzione di modi diversi di stare nella relazione.

Depressione e disturbi dell’umore

Nei disturbi dell’umore, la sofferenza non riguarda solo ciò che la persona prova, ma anche il progressivo ridursi delle possibilità di azione.
Ritiro, rinuncia e perdita di iniziativa tendono a consolidarsi nel tempo, rendendo sempre più difficile riattivarsi.
La terapia mira a interrompere questo processo e a riaprire, in modo graduale, spazi di movimento e possibilità.

Cyber dipendenze

L’uso di smartphone, social e strumenti digitali può assumere nel tempo una funzione sempre più centrale, fino a diventare difficile da interrompere o ridurre.
Connessione continua, controllo ripetuto e difficoltà a disconnettersi finiscono per occupare spazio mentale e interferire con la vita quotidiana e con le relazioni.
La terapia aiuta a riconoscere questo funzionamento e a recuperare margini di scelta nell’uso degli strumenti digitali.

Disturbi sessuali

Quando il corpo non risponde come ci si aspetta, la sessualità può trasformarsi rapidamente da esperienza di piacere a terreno di osservazione, verifica e preoccupazione. Si comincia a controllare il desiderio, l’eccitazione o le proprie reazioni, a temere il giudizio del partner oppure a evitare le situazioni in cui il problema potrebbe ripresentarsi. L’intervento si concentra proprio su questi meccanismi, che spesso finiscono per rendere persistente una difficoltà inizialmente occasionale.

Trauma e Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD)

Nel trauma e nel disturbo post–traumatico da stress, l’esperienza vissuta non resta confinata al passato, ma continua a riattivarsi nel presente attraverso ricordi intrusivi, allerta, evitamento o sensazioni di pericolo.
Nel tempo, questi meccanismi possono restringere la vita della persona e mantenere la sofferenza.
Il percorso è orientato a ridurre la riattivazione traumatica e a favorire un progressivo recupero di stabilità e libertà di azione.

Adolescenti e giovani adulti

Nell’adolescenza e nella giovane età adulta, il disagio può esprimersi attraverso ansia, ritiro, conflitti o difficoltà legate alla scuola, al corpo e alle relazioni.
Il percorso viene modulato in base all’età, al problema e al contesto, così da individuare strategie di intervento mirate.

Genitori e figli

Nel rapporto tra genitori e figli, alcune difficoltà si strutturano nel tempo attraverso modalità relazionali ripetitive.
Tentativi di proteggere, controllare o evitare il conflitto possono finire per irrigidire la relazione e alimentare risposte problematiche nel figlio.
Diventa allora importante intervenire sul modo di comunicare, porre limiti e ridefinire i ruoli all’interno della relazione.

Valutazione delle funzioni cognitive e supporto neuropsicologico

Quando sono presenti difficoltà di memoria, attenzione, linguaggio o ragionamento, può essere utile integrare il percorso con una valutazione delle funzioni cognitive.
Questo consente di orientare il lavoro clinico in modo più preciso, mantenendo attenzione anche agli aspetti emotivi e relazionali.

Ansia e panico

Più si cerca di controllare l’ansia, più questa cresce, fino al panico e all’evitamento di luoghi e situazioni. Il percorso interrompe questo circolo e restituisce libertà di movimento.

Fobie e paure specifiche

Evitare ciò che si teme dà sollievo immediato, ma nel tempo conferma il pericolo e rafforza la paura. Il lavoro terapeutico agisce proprio su questi meccanismi.

Disturbi dell’alimentazione e dismorfofobia

Restrizione, abbuffate, controllo del peso e dell’immagine corporea: il punto non è quanto si mangia, ma quale funzione stanno assumendo cibo e controllo. L’intervento agisce sulla logica specifica del problema.

Disturbo ossessivo compulsivo

Rituali, controlli e verifiche danno sollievo immediato, ma finiscono per rafforzare il dubbio. Il percorso interrompe il legame tra pensiero ossessivo e azione compulsiva.

Da dove cominciare

Il primo passo è un colloquio conoscitivo in cui valutiamo insieme la difficoltà, gli obiettivi e la modalità più adatta: in presenza, a Pisa, Cenaia, Pontedera, oppure online.
Non serve alcuna preparazione: basta la volontà di capire cosa non funziona più e la disponibilità a provare un modo diverso per affrontarlo.