Depressione e disturbi dell’umore

Quando il blocco prende il posto dell’azione.
Nei disturbi dell’umore, la persona può trovarsi progressivamente bloccata in una condizione di rallentamento, ritiro e perdita di iniziativa.
Attività che prima erano semplici possono diventare faticose, le relazioni possono ridursi, il pensiero tende a concentrarsi su ciò che non funziona e la sensazione prevalente può diventare quella di non riuscire a muovere un passo.
In questi casi, il problema non riguarda solo l’umore, ma il modo in cui il blocco tende a mantenersi.
Più la persona si ritira, rimanda o riduce le proprie attività, più aumenta la percezione di incapacità; questa, a sua volta, rende ancora più difficile ripartire.
La depressione può così costruire un circolo in cui immobilità, pensieri negativi e perdita di fiducia si alimentano reciprocamente, restringendo progressivamente lo spazio di azione nella vita quotidiana.
Quando intervenire
Può essere utile iniziare un percorso quando il rallentamento, il ritiro o la perdita di interesse iniziano a interferire con le attività quotidiane, le relazioni, il lavoro, lo studio o la cura di sé.
Anche quando il problema sembra “solo una fase”, intervenire può aiutare a evitare che l’immobilità si consolidi e diventi il modo prevalente di affrontare la fatica.
Come intervengo
Il lavoro terapeutico è orientato a comprendere cosa mantiene il blocco nel presente: ritiro, rinuncia, pensieri ricorrenti, aspettative rigide, perdita di fiducia o difficoltà a riprendere iniziativa.
L’intervento procede attraverso indicazioni concrete e graduali, calibrate sulle possibilità della persona, con l’obiettivo di interrompere l’inerzia e ricostruire progressivamente un senso di efficacia.
Accanto al lavoro sulle azioni quotidiane, viene dato spazio anche ai vissuti, ai significati e alle aspettative che contribuiscono a mantenere la condizione di blocco, senza ridurre il problema a una semplice mancanza di volontà.




