Disturbo da stress post traumatico

Quando la compulsione prende il posto della scelta

Dopo un’esperienza traumatica, la persona può continuare a vivere come se il pericolo fosse ancora presente.

Ricordi intrusivi, immagini improvvise, incubi, iperattivazione, evitamento di luoghi o situazioni, senso di allarme costante o distacco emotivo possono diventare modalità attraverso cui il trauma continua a influenzare la vita quotidiana.

Non sempre, però, il disturbo post-traumatico si manifesta in modo immediatamente riconoscibile. In alcuni casi, la sofferenza legata al trauma può emergere attraverso comportamenti o sintomi apparentemente distanti dall’esperienza traumatica: condotte autolesive, uso di sostanze, difficoltà nella regolazione dell’alimentazione, comportamenti sessuali impulsivi o promiscui, irritabilità, chiusura relazionale o difficoltà nel mantenere una stabilità emotiva. Queste manifestazioni possono rappresentare tentativi, spesso inconsapevoli, di gestire il dolore, anestetizzare le emozioni, ridurre l’attivazione interna o riprendere una qualche forma di controllo.

Il problema, quindi, non riguarda solo ciò che è accaduto, ma il modo in cui l’esperienza resta attiva nel presente: il corpo, la mente e le reazioni emotive possono continuare a rispondere come se fosse necessario proteggersi ancora.

Quando intervenire

È importante intervenire quando, dopo un’esperienza traumatica, la persona continua a vivere in uno stato di allarme, evita situazioni collegate all’evento, ha ricordi intrusivi, incubi, reazioni intense o difficoltà a sentirsi al sicuro nel presente.
Il percorso può essere indicato anche quando il trauma non appare in modo esplicito, ma si manifesta attraverso comportamenti che sembrano scollegati dall’evento originario: ritiro, irritabilità, instabilità emotiva, condotte autolesive, uso di sostanze, difficoltà alimentari o comportamenti impulsivi.
In questi casi, aspettare che “passi da solo” può portare la persona a organizzare sempre più aspetti della propria vita intorno al tentativo di evitare il dolore, controllare l’attivazione o proteggersi da ciò che teme possa riaccadere

Come intervengo

Il lavoro terapeutico è orientato a comprendere come il trauma si mantiene nel presente e quali strategie la persona ha sviluppato per proteggersi dal dolore, dalla paura o dalla riattivazione emotiva.

L’intervento procede con gradualità, rispettando i tempi della persona e introducendo strategie mirate per ridurre l’impatto dei ricordi traumatici, modulare l’attivazione emotiva e recuperare progressivamente un senso di maggiore sicurezza nelle situazioni quotidiane.

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