Aree di intervento

“Se esiste un problema, esiste anche la sua soluzione” Giorgio Nardone

Aree di intervento

“Se esiste un problema, esiste anche la sua soluzione” Giorgio Nardone

Strumenti pratici per cambiare la percezione

Se un problema si mantiene, significa che sono attive le condizioni che lo rendono possibile; eliminando quelle condizioni, ovvero intervenendo sui comportamenti sui quali abbiamo controllo, seppur inconsapevoli, involontari, o iperconsolidati, diventa possibile giungere alla soluzione.

Principali aree di intervento

Il percorso terapeutico è definito in base alle caratteristiche del problema e alle modalità con cui si mantiene nel presente.
L’intervento viene calibrato sul funzionamento specifico della persona, sui suoi tempi e sul suo modo di percepire e affrontare la difficoltà.
Il mio ruolo consiste nel guidare un processo di cambiamento strutturato, attraverso indicazioni operative e strategie mirate, finalizzate a modificare ciò che alimenta il problema.
Il cambiamento comincia in seduta, ma è reso concreto da ciò che la persona fa tra un incontro e l’altro: è in questo spazio che le strategie vengono applicate e producono effetti osservabili.
Questi ambiti sono approfonditi nella sezione dedicata alle aree di intervento.

Ansia e panico

Nell’ansia e nel panico, ciò che spaventa non è solo la situazione esterna, ma spesso anche ciò che accade dentro di sé: il battito che accelera, il respiro che cambia, la sensazione di perdere controllo.
Quando l’attenzione si concentra sui segnali del corpo e sul tentativo di prevenirli o contenerli, l’allarme tende ad aumentare.
Il lavoro terapeutico interviene su questo circolo, aiutando la persona a modificare il rapporto con la paura e con le sensazioni che la alimentano.

Fobie e paure specifiche

Nelle fobie, la persona tende a proteggersi da ciò che teme attraverso evitamenti, precauzioni o richieste di rassicurazione.
Queste modalità, se nell’immediato riducono il disagio, nel tempo finiscono per confermare la percezione di pericolo e rafforzare la paura.
Il lavoro terapeutico interviene su questi meccanismi, favorendo esperienze concrete che permettono di modificare progressivamente il rapporto con ciò che spaventa.

Disturbi dell’alimentazione e dismorfofobia

Nei disturbi dell’alimentazione e nella dismorfofobia, il rapporto con il corpo tende a organizzarsi intorno a controllo, monitoraggio e continua correzione di ciò che viene percepito come inadeguato.
Attraverso il cibo o attraverso l’immagine, la persona prova a ridurre il disagio, ma spesso finisce per renderlo ancora più centrale e pervasivo.
Insieme lavoreremo sul modificare questa relazione con il corpo e interrompere le modalità che mantengono l’ossessione per il peso, la forma fisica o l’aspetto.

Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)

Nel DOC, il problema può mantenersi sia nel tentativo di neutralizzare pensieri e paure intrusive, sia attraverso comportamenti ripetitivi vissuti come necessari o temporaneamente appaganti.
In terapia si interviene su questi meccanismi, così da modificare il rapporto con pensieri, impulsi e compulsioni.

Da dove cominciare

Il primo passo è un colloquio conoscitivo in cui valutiamo insieme la difficoltà, gli obiettivi e la modalità più adatta: in presenza, a Pisa, Cenaia, Pontedera, oppure online.
Non serve alcuna preparazione: basta la volontà di capire cosa non funziona più e la disponibilità a provare un modo diverso per affrontarlo.